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Autore: puntofarma_adm

Legge di bilancio 2025: cosa cambia nella ripartizione del prezzo dei farmaci tra industria, grossisti e farmacie

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, è stata introdotta una novità che, pur passando un po’ sottotraccia nel dibattito pubblico, riguarda da vicino le farmacie. Si tratta della revisione delle percentuali con cui viene ripartito il prezzo dei farmaci di fascia A, quelli rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, tra i diversi attori della filiera: industrie farmaceutiche, grossisti e farmacie stesse.

La misura, a prima vista tecnica, ha invece effetti molto concreti sulla gestione economica delle farmacie.

A partire da quest’anno, la quota del prezzo di vendita destinata all’industria farmaceutica scende dal 66,65% al 66%. A guadagnarci sono i grossisti, che vedranno aumentare la loro parte dal 3% al 3,65%. La quota spettante alle farmacie, invece, resta ferma al 30,35%.

Fin quì, nulla di troppo sconvolgente. Ma il dettaglio più rilevante, che rende la novità tutt’altro che marginale, è che questa nuova quota del 3,65% riservata ai grossisti diventa non contenibile: non sarà più possibile negoziare con i grossisti sconti su questa percentuale. Le farmacie non potranno più ottenere, nemmeno parzialmente, condizioni più favorevoli su quella parte del prezzo.

Per chi gestisce una farmacia, questa nuova rigidità significa una cosa molto chiara: meno spazio di manovra commerciale. In passato, non era raro che le farmacie riuscissero a ottenere piccole condizioni migliorative nei rapporti con i grossisti. Ora, su quel 3,65%, non ci sarà più margine.

Il rischio è che, pur mantenendo invariata la propria quota formale, le farmacie vedano ridursi i margini reali, soprattutto in un contesto dove ogni punto percentuale può fare la differenza, specialmente per le farmacie con un’alta incidenza di farmaci rimborsati.

Questa modifica avrà anche delle ricadute sul fronte contabile e organizzativo. Le farmacie dovranno verificare le proprie condizioni commerciali in essere, aggiornare eventuali accordi con i distributori e, se necessario, rivedere i propri flussi contabili per riflettere correttamente la nuova ripartizione dei prezzi. Anche i software gestionali potrebbero richiedere un aggiornamento, soprattutto quelli che automatizzano la registrazione dei costi di acquisto e dei margini.

Nel lavoro quotidiano al fianco delle farmacie, vediamo spesso come cambiamenti apparentemente ‘tecnici’ possano tradursi in conseguenze molto pratiche. E’ quindi il caso di non sottovalutare l’impatto della novità, anche se la quota spettante alla farmacia non viene toccata direttamente. E’ opportuno fare una verifica: rivedere contratti e flussi operativi, aggiornare le condizioni commerciali dove possibile e assicurarsi che la contabilità rifletta correttamente i nuovi equilibri della filiera.

Pagelle fiscali 2025: le farmacie penalizzate dal nuovo modello Isa

Le farmacie italiane si trovano nuovamente a fare i conti con gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), le cosiddette “pagelle fiscali”, per il periodo d’imposta 2024. Il modello di riferimento per il settore, approvato con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 131055 del 17 marzo 2025, è il DM04U, relativo al commercio al dettaglio di medicinali soggetti a prescrizione medica. Il modello è stato aggiornato per il biennio 2024-2025, ma i primi riscontri evidenziano notevoli criticità.

Il nuovo modello, infatti, non sembra riflettere correttamente la situazione reale delle farmacie, che negli ultimi anni hanno subito profondi cambiamenti, anche a seguito dell’emergenza pandemica. Già nel 2023 molte strutture avevano riscontrato cali nei punteggi rispetto ai picchi di fatturato registrati nel biennio 2021-2022, quando l’attività era fortemente influenzata dalla domanda di prodotti e servizi legati al Covid-19.

Per il 2024 la situazione si complica ulteriormente, a causa dell’introduzione della nuova remunerazione per i farmaci in convenzione con il SSN, in vigore dal 1° marzo 2024. Le modalità di calcolo dei nuovi Isa non sembrano tenere conto di questo importante cambiamento, penalizzando molte farmacie.

Le principali criticità emerse

Le incongruenze del modello Isa 2025 possono essere riassunte in sei punti principali:

  1. Eliminazione dello sconto SSN: La nuova remunerazione non prevede più il meccanismo dello “sconto” che caratterizzava il sistema precedente e che veniva debitamente indicato nel modello Isa, contribuendo in modo positivo al punteggio.
  2. Soppressione della remunerazione aggiuntiva: Le farmacie hanno perso un beneficio economico rilevante, che negli anni scorsi aveva un impatto fiscale significativo.
  3. Collaboratori a partita Iva più costosi: Il crescente ricorso a farmacisti non dipendenti comporta, a parità di prestazioni, un costo aziendale più elevato.
  4. Aumento del costo del lavoro: Gli stipendi dei farmacisti dipendenti sono cresciuti in maniera consistente. Un full time oggi percepisce mediamente 1.900-2.000 euro netti al mese, con un impatto sul costo aziendale di circa 15.000 euro in più all’anno per ciascun dipendente.
  5. Dati storici alterati dalla pandemia: Le farmacie nate tra il 2020 e il 2022 sono prive di un confronto “neutrale” con gli anni precedenti alla pandemia, risultando svantaggiate rispetto a quelle con storicità pre-Covid.
  6. Costi crescenti per la farmacia dei servizi: L’espansione dei servizi offerti alla cittadinanza è certamente positiva, ma spesso richiede personale aggiuntivo, senza un corrispettivo economico proporzionato.

Un sistema da ripensare

Queste osservazioni, oggettive e documentabili, sollevano seri dubbi sull’efficacia del nuovo modello Isa applicato alle farmacie. Strumenti di natura statistica, come gli ISA, non possono cogliere le peculiarità di ogni singola realtà, ma dovrebbero almeno intercettare i cambiamenti strutturali che impattano l’intero settore.

È quindi auspicabile che l’Amministrazione finanziaria e gli organismi competenti prendano atto delle criticità emerse e intervengano con gli adeguati correttivi. Le farmacie rappresentano un presidio sanitario essenziale e meritano strumenti di valutazione più coerenti e aggiornati alla loro evoluzione.

 

Remunerazione aggiuntiva: Applicazione dell’IVA al 10%

L’Agenzia delle Entrate ha definitivamente chiarito che su tutte le quote stabilite dalla nuova remunerazione va applicata l’IVA nella misura ridotta del 10%. Tramite un interpello, l’Agenzia delle Entrate  chiarisce in maniera definitiva e inequivocabile l’applicazione dell’IVA alla nuova remunerazione spettante alle farmacie dal 1° marzo 2024 ai sensi delle previsioni contenute nella Legge di Bilancio 2024, confermando che tutte le quote di remunerazione ivi previste non sono “comprensive dell’IVA”, in quanto costituiscono la base imponibile della cessione di beni al SSN (ex art. 2 DPR 633/1972) sulla quale va poi applicata l’IVA.

 

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HACCP 2024: nuova normativa aggiornata

l Ministero della Salute ha pubblicato la prima revisione (Rev. 1.0) – dopo la pubblicazione dell’anno 2011 (Rev. 0.0) – della linea guida per la redazione dei manuali nazionali di corretta prassi in materia di igiene e di applicazione dei principi del sistema HACCP elaborati ai sensi del Regolamento CE 852/2004

 

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Convegno presso Federfarma Sondrio: PNRR e servizi di Punto Farma

Siamo stati invitati presso Federfarma Sondrio il 27 maggio 2025 per una serata dedicata ai farmacisti sui temi che riguardano il PNRR, il servizio pre-ASL e il CCNL. La serata inizierà con il ricco buffet di benvenuto e seguiranno i saluti del Presidente di Federfarma Sondrio, dr. Massimo Ferri. A seguire gli interventi del dott. Matteo Miglio, dottore commercialista , dott. Damiano Zamboni, consulente del lavoro, dott.ssa Mariangela Bonotti, consulente in materia di legislazione farmaceutica, dott. Fulvio Gardoni.

 

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