16 Luglio 2025
Pagelle fiscali 2025: le farmacie penalizzate dal nuovo modello Isa
Le farmacie italiane si trovano nuovamente a fare i conti con gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), le cosiddette “pagelle fiscali”, per il periodo d’imposta 2024. Il modello di riferimento per il settore, approvato con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 131055 del 17 marzo 2025, è il DM04U, relativo al commercio al dettaglio di medicinali soggetti a prescrizione medica. Il modello è stato aggiornato per il biennio 2024-2025, ma i primi riscontri evidenziano notevoli criticità.
Il nuovo modello, infatti, non sembra riflettere correttamente la situazione reale delle farmacie, che negli ultimi anni hanno subito profondi cambiamenti, anche a seguito dell’emergenza pandemica. Già nel 2023 molte strutture avevano riscontrato cali nei punteggi rispetto ai picchi di fatturato registrati nel biennio 2021-2022, quando l’attività era fortemente influenzata dalla domanda di prodotti e servizi legati al Covid-19.
Per il 2024 la situazione si complica ulteriormente, a causa dell’introduzione della nuova remunerazione per i farmaci in convenzione con il SSN, in vigore dal 1° marzo 2024. Le modalità di calcolo dei nuovi Isa non sembrano tenere conto di questo importante cambiamento, penalizzando molte farmacie.
Le principali criticità emerse
Le incongruenze del modello Isa 2025 possono essere riassunte in sei punti principali:
- Eliminazione dello sconto SSN: La nuova remunerazione non prevede più il meccanismo dello “sconto” che caratterizzava il sistema precedente e che veniva debitamente indicato nel modello Isa, contribuendo in modo positivo al punteggio.
- Soppressione della remunerazione aggiuntiva: Le farmacie hanno perso un beneficio economico rilevante, che negli anni scorsi aveva un impatto fiscale significativo.
- Collaboratori a partita Iva più costosi: Il crescente ricorso a farmacisti non dipendenti comporta, a parità di prestazioni, un costo aziendale più elevato.
- Aumento del costo del lavoro: Gli stipendi dei farmacisti dipendenti sono cresciuti in maniera consistente. Un full time oggi percepisce mediamente 1.900-2.000 euro netti al mese, con un impatto sul costo aziendale di circa 15.000 euro in più all’anno per ciascun dipendente.
- Dati storici alterati dalla pandemia: Le farmacie nate tra il 2020 e il 2022 sono prive di un confronto “neutrale” con gli anni precedenti alla pandemia, risultando svantaggiate rispetto a quelle con storicità pre-Covid.
- Costi crescenti per la farmacia dei servizi: L’espansione dei servizi offerti alla cittadinanza è certamente positiva, ma spesso richiede personale aggiuntivo, senza un corrispettivo economico proporzionato.
Un sistema da ripensare
Queste osservazioni, oggettive e documentabili, sollevano seri dubbi sull’efficacia del nuovo modello Isa applicato alle farmacie. Strumenti di natura statistica, come gli ISA, non possono cogliere le peculiarità di ogni singola realtà, ma dovrebbero almeno intercettare i cambiamenti strutturali che impattano l’intero settore.
È quindi auspicabile che l’Amministrazione finanziaria e gli organismi competenti prendano atto delle criticità emerse e intervengano con gli adeguati correttivi. Le farmacie rappresentano un presidio sanitario essenziale e meritano strumenti di valutazione più coerenti e aggiornati alla loro evoluzione.