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Autore: puntofarma_adm

Nuovi controlli dell’Agenzia delle Entrate: cosa cambia per le Farmacie che hanno beneficiato del Superbonus

Negli ultimi anni, il Superbonus 110% ha rappresentato una delle misure più significative per rilanciare l’edilizia in Italia, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica degli edifici e stimolare interventi di ristrutturazione in tutta la penisola. Molte farmacie, come altre realtà commerciali e immobiliari, hanno approfittato di questo incentivo per effettuare lavori di ristrutturazione e ammodernamento dei propri locali. Ma ora, a distanza di tempo, l’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova fase di controlli per verificare che gli aggiornamenti catastali degli immobili siano stati effettuati correttamente, soprattutto in relazione agli interventi finanziati tramite il Superbonus.

Nel mese di aprile 2025, l’Agenzia delle Entrate ha lanciato una campagna di verifiche che ha coinvolto circa 3.000 immobili con rendita catastale pari a zero. Questo primo passaggio si è concentrato su quegli immobili che, pur avendo beneficiato degli incentivi del Superbonus, non avevano aggiornato la propria rendita catastale dopo i lavori effettuati. Queste prime verifiche si sono concentrate soprattutto su immobili che non presentavano un valore catastale, come nel caso di edifici destinati a usi particolari o privi di una rendita formale.

Tuttavia, l’iniziativa non si è fermata qui. Ora l’Amministrazione finanziaria sta estendendo i controlli anche agli immobili con rendite catastali dichiarate in modo anomalo basso. In altre parole, l’attenzione si sta spostando su quelle strutture che, dopo l’intervento edilizio, non hanno adeguato il loro valore catastale in maniera corretta, creando una discrepanza tra il valore reale dell’immobile e quello dichiarato. Questo fenomeno potrebbe riguardare anche le farmacie che, avendo usufruito degli incentivi, non hanno aggiornato la rendita catastale del proprio immobile in modo conforme.

Ogni immobile in Italia, inclusi quelli che ospitano attività commerciali come le farmacie, è sottoposto a una valutazione catastale che determina la sua rendita, ossia il valore fiscale che viene utilizzato per calcolare le imposte locali come l’IMU, e anche come base per determinare eventuali agevolazioni fiscali. La rendita catastale non è solo un dato numerico, ma un elemento centrale che stabilisce la “tassabilità” di un immobile e quindi il suo valore agli occhi dell’Agenzia delle Entrate.

Nel caso delle farmacie, soprattutto quelle che hanno usufruito del Superbonus per interventi di ristrutturazione, la rendita catastale potrebbe essere stata influenzata dalle modifiche strutturali e funzionali apportate all’edificio. Se, per esempio, una farmacia ha effettuato lavori di isolamento termico o ha ristrutturato l’intero edificio, ma la rendita catastale non è stata aggiornata di conseguenza, l’Agenzia delle Entrate potrebbe rilevare una discrepanza tra il valore reale dell’immobile e quello riportato nel catasto. Questa situazione potrebbe portare a controlli approfonditi e, nei casi più gravi, anche a sanzioni.

La rendita catastale è fondamentale non solo per il calcolo delle imposte, ma anche per garantire la legittimità degli incentivi fiscali ricevuti. Infatti, nel caso di lavori agevolati dal Superbonus, l’adeguamento catastale è una fase necessaria per riflettere correttamente il nuovo valore dell’immobile. Se, dopo un intervento di ristrutturazione che ha migliorato l’efficienza energetica o ha aumentato il valore commerciale dell’immobile, la rendita non viene adeguata, ci potrebbe essere un disallineamento tra l’immobile e le dichiarazioni fiscali effettuate.

Questo non riguarda solo il valore economico dell’immobile, ma anche la corretta gestione delle agevolazioni fiscali e dei crediti d’imposta che sono stati ceduti o utilizzati. L’Agenzia delle Entrate, infatti, potrebbe verificare che gli aggiornamenti catastali siano avvenuti in modo coerente con i lavori svolti, per evitare il rischio di distorsioni e di utilizzo improprio degli incentivi. Il Superbonus, essendo un’agevolazione fiscale rilevante, è oggetto di particolare attenzione, e ogni errore nella gestione della documentazione catastale potrebbe comportare ripercussioni fiscali anche importanti.

Quando non si aggiornano correttamente le informazioni catastali, le conseguenze non sono solo di tipo burocratico. L’Agenzia delle Entrate potrebbe avviare dei controlli fiscali per verificare la congruità della rendita catastale e l’effettiva corrispondenza tra i lavori realizzati e il valore dichiarato dell’immobile. Se durante questi controlli dovessero emergere discrepanze, si potrebbero verificare alcuni scenari problematici:

  • Controlli e accertamenti fiscali: In caso di riscontro di rendite non congrue, l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere chiarimenti sull’adeguamento del valore catastale e sulle dichiarazioni fiscali. Ciò potrebbe portare a un accertamento formale.
  • Sanzioni: Se le irregolarità vengono ritenute gravi, potrebbero essere applicate sanzioni pecuniarie. L’importo delle sanzioni può variare, ma è sempre meglio evitare di trovarsi in una situazione del genere.
  • Revoca degli incentivi: In alcuni casi, se si riscontrano errori nella gestione delle agevolazioni fiscali, potrebbe esserci il rischio di perdere i benefici ottenuti, con il conseguente obbligo di restituire le somme percepite.

Per evitare complicazioni con l’Agenzia delle Entrate, è essenziale che le farmacie che hanno usufruito del Superbonus provvedano tempestivamente ad aggiornare la rendita catastale dei propri immobili. Questo è il primo passo per garantire che il valore dell’immobile sia correttamente riportato e che ogni incentivo fiscale sia giustificato. Inoltre, è sempre consigliato affidarsi a esperti del settore fiscale e catastale, che possano monitorare e gestire correttamente tutte le pratiche.

Le farmacie, infatti, sono realtà commerciali con specifiche esigenze fiscali e amministrative. La ristrutturazione degli spazi, l’adeguamento energetico e altre modifiche all’immobile devono essere seguite con attenzione, non solo per migliorare la qualità dei locali, ma anche per rispettare le normative fiscali in vigore. Un buon consulente fiscale, esperto in immobili aziendali, può aiutare a gestire tutte queste pratiche, evitando errori che potrebbero costare caro.

La nuova fase di controlli avviata dall’Agenzia delle Entrate non è solo un’opportunità per rivedere la propria situazione fiscale, ma anche un monito a tutti coloro che hanno usufruito di incentivi come il Superbonus. L’adeguamento catastale è un passaggio fondamentale per garantire che gli immobili siano correttamente valorizzati e che le agevolazioni siano applicate nel rispetto delle normative. Le farmacie, come tutte le imprese, devono prestare attenzione a questi dettagli per evitare sorprese spiacevoli in futuro. In ogni caso, rivolgersi a professionisti esperti in materia fiscale e catastale è il miglior modo per garantire la conformità e prevenire eventuali problematiche con l’Agenzia delle Entrate.

Ventilazione dei corrispettivi abolita dal 2026

Dal 1° gennaio 2026 cambia il modo in cui le farmacie dovranno gestire la registrazione dei corrispettivi, perché sarà abolito il regime di ventilazione. Questo significa che non si potrà più calcolare l’IVA senza distinguere le aliquote sui singoli prodotti, come invece è stato possibile finora. La decisione è arrivata dal Consiglio dei Ministri ed è parte di un progetto più ampio di semplificazione e modernizzazione delle regole fiscali.

Questa novità arriva perché oggi le tecnologie che usiamo nelle casse delle farmacie sono già in grado di riconoscere automaticamente l’aliquota IVA di ogni prodotto, eliminando così la complessità che la ventilazione cercava di gestire. Inoltre, negli ultimi anni il numero di aliquote IVA si è ridotto, rendendo meno necessaria questa procedura.

Cosa cambia concretamente? Dal prossimo anno, le farmacie dovranno registrare ogni vendita con il dettaglio dell’aliquota IVA corrispondente. Questo richiederà un adeguamento dei sistemi di registrazione e, magari, un po’ di formazione per il personale. Tuttavia, il vantaggio sarà una maggiore trasparenza e un controllo più preciso sull’applicazione delle imposte, oltre a una semplificazione generale che sfrutta i benefici della digitalizzazione.

Se da un lato sparisce una vecchia abitudine, dall’altro si apre una nuova fase in cui le tecnologie più moderne aiutano a gestire meglio il lavoro, riducendo errori e tempi di registrazione. Per questo, è importante iniziare a prepararsi per tempo, aggiornando i registratori telematici e valutando insieme ai propri consulenti fiscali la migliore strategia per affrontare questo cambiamento in modo semplice e senza stress.

La nostra società è pronta a supportare le farmacie in questa transizione, offrendo consulenze personalizzate e aiutandole a cogliere tutte le opportunità che questa novità porta con sé. Per qualsiasi domanda o necessità, siamo a disposizione per accompagnare ogni farmacia verso un futuro più snello e digitale.

Criptovalute e nuove regole fiscali: cosa cambia dal 2025 per chi investe

La Legge di Bilancio 2025 porta una ventata di novità importanti per chi possiede criptovalute. Anche se può sembrare un argomento lontano dal mondo delle farmacie, sempre più titolari hanno diversificato i propri investimenti e, tra questi, le cripto-attività sono diventate una scelta diffusa. Proprio per questo, è utile capire bene cosa cambia.

Dal 1° gennaio 2025 cade definitivamente la franchigia sulle plusvalenze: ogni guadagno realizzato dalla vendita di criptovalute sarà tassato per intero, senza alcuna soglia di esenzione. In altre parole, se il prezzo di vendita è più alto di quello di acquisto, l’intera differenza diventa imponibile.

Nel 2025, l’aliquota applicata resterà quella del 26%, in linea con altri redditi di natura finanziaria. Ma attenzione: dal 2026 salirà al 33%, un aumento non trascurabile che potrebbe incidere in modo significativo sulla convenienza di vendere.

C’è però un’opportunità interessante: fino al 30 novembre 2025 sarà possibile rivalutare il valore delle criptovalute possedute, pagando un’imposta sostitutiva agevolata del 18%. Questa operazione consiste nell’aumentare il cosiddetto “costo storico” di acquisto, riducendo così la plusvalenza futura. In pratica, se si sceglie di rivalutare, quando in futuro si venderà la criptovaluta il guadagno imponibile risulterà più basso.

Questa possibilità spinge molti investitori a riflettere sul momento migliore per concludere eventuali operazioni. Vendere nel 2025, con aliquota più bassa, potrebbe essere più vantaggioso rispetto all’attendere il 2026. Allo stesso modo, rivalutare entro novembre consente di mettere in sicurezza una tassazione più leggera per gli anni a venire.

Un aspetto da non sottovalutare è l’obbligo di documentare con precisione ogni operazione: nella dichiarazione dei redditi bisognerà indicare dettagliatamente date, importi e modalità di acquisto e vendita, conservando tutto per eventuali controlli.

Queste nuove regole hanno un obiettivo chiaro: aumentare la trasparenza e ridurre l’evasione in un settore notoriamente volatile e complesso. Per le farmacie che hanno visto crescere nel tempo il valore dei propri investimenti in criptovalute, questo è il momento giusto per fare i conti e valutare con il proprio consulente se convenga approfittare dell’opzione agevolata o attendere la tassazione ordinaria.

 

EBIFARM conferma i contributi 2025: un aiuto concreto per chi lavora in farmacia

Anche per il 2025 EBIFARM, l’Ente Bilaterale Nazionale Farmacie Private, ha scelto di rinnovare due importanti misure di sostegno economico dedicate ai dipendenti delle farmacie: il contributo per l’assistenza alla non autosufficienza e quello per la genitorialità. Una notizia positiva che rappresenta un segnale di attenzione verso le famiglie e verso chi ogni giorno lavora a stretto contatto con i cittadini.

Il primo contributo, pari a 400 euro, è pensato per chi si prende cura di un familiare non autosufficiente. Possono beneficiarne i lavoratori che hanno in famiglia un coniuge, un partner di unione civile, un convivente o un parente di primo grado con invalidità al 100% o con disabilità grave riconosciuta dalla Legge 104. Si tratta di un aiuto che, pur nella sua misura contenuta, può alleggerire le spese legate all’assistenza quotidiana di persone fragili.

Accanto a questo sostegno, EBIFARM conferma anche il contributo per la genitorialità, rivolto a chi diventa genitore e deve affrontare nuove responsabilità economiche. Le domande potranno essere presentate a partire dal 1° settembre 2025 e fino al 30 giugno 2026.

Per poter richiedere questi contributi è necessario avere un ISEE non superiore ai 30.000 euro ed essere in regola con i versamenti contributivi. Le domande, come già avvenuto negli anni passati, vanno presentate esclusivamente online attraverso il sito ufficiale [www.ebifarm.it](http://www.ebifarm.it).

In un contesto in cui le spese familiari pesano sempre di più sul bilancio domestico, misure come queste rappresentano un aiuto concreto. Come società che affianca le farmacie nella gestione contabile e fiscale, sappiamo bene quanto sia importante non solo ottimizzare i numeri in azienda, ma anche saper cogliere le opportunità di welfare disponibili per i lavoratori. Per questo, oltre a occuparci degli aspetti fiscali, supportiamo le farmacie anche nell’interpretare correttamente le normative e nell’accedere a questi strumenti.

Estromissione dell’immobile e assegnazione ai soci: nuove agevolazioni fiscali per le farmacie

Nel 2025 sono tornate alcune importanti agevolazioni fiscali che possono interessare da vicino le farmacie, sia gestite da imprenditori individuali che in forma societaria. La Legge di Bilancio ha infatti reintrodotto misure che consentono di gestire in modo più efficiente il patrimonio immobiliare legato all’attività, sfruttando condizioni fiscali vantaggiose.

Stiamo parlando dell’estromissione dell’immobile per le imprese individuali e l’assegnazione agevolata dei beni ai soci per le società. Due strumenti che, se ben utilizzati, possono diventare un’opportunità concreta di risparmio fiscale e di pianificazione patrimoniale.

Per un titolare di farmacia che esercita in forma individuale, l’estromissione dell’immobile permette di trasferire l’immobile utilizzato per l’attività dal patrimonio dell’impresa a quello personale, senza doverlo vendere o chiudere l’attività. In pratica è una ‘uscita agevolata’ dell’immobile dalla sfera aziendale, da usare ad esempio quando si vuole separare il patrimonio personale da quello dell’attività, se si prevede un passaggio generazionale oppure se si intende vendere l’azienda ma mantenere la proprietà dell’immobile.

La buona notizia è che questa operazione, nel 2025, è agevolata fiscalmente: si pagherà un’imposta sostitutiva pari all’8%, calcolata sul valore catastale dell’immobile (quindi solitamente molto più basso del valore di mercato).

L’estromissione può essere richiesta solo da chi è titolare di impresa individuale, possiede l’immobile sia al 31 ottobre 2024 che al 1° gennaio 2025, ha formalizzato l’operazione entro il 31 maggio 2025.

Il pagamento dell’imposta sostitutiva è previsto in due tranche: il 60% entro il 30/11/2025 e il 40% entro il 30/06/2026.

Chi gestisce una farmacia come società, invece, può accedere a una misura simile: l’assegnazione agevolata dei beni ai soci. Anche in questo caso si tratta di trasferire immobili aziendali (non più utilizzati come beni strumentali) ai soci, beneficiando della stessa imposta sostitutiva dell’8% sul valore catastale.

Può essere una buona scelta, ad esempio, in vista della liquidazione della società, di una riorganizzazione interna o semplicemente per semplificare la struttura patrimoniale. La scadenza in questo caso è fissata al 30 settembre 2025.

Queste misure non sono nuove ma sono tornate nel 2025 in una versione aggiornata e con un calendario preciso.