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Bozza Legge di Bilancio 2026: novità fiscali per le farmacie

La bozza della Legge di Bilancio 2026 è stata recentemente presentata dal Governo italiano e, come ogni anno, porta con sé una serie di novità fiscali e contabili che impattano in modo diretto o indiretto su numerosi settori. Le farmacie, in particolare, sono uno degli ambiti che potrebbero risentire di alcuni dei cambiamenti proposti, soprattutto in un periodo in cui il settore della salute sta vivendo un’evoluzione rapida e la gestione fiscale delle farmacie diventa sempre più complessa.

Detrazioni Fiscali e Sostegno all’Automazione

Una delle misure principali della bozza riguarda l’introduzione di incentivi per le farmacie che decidono di investire in tecnologia e automazione. Il Governo prevede infatti un potenziamento degli sgravi fiscali per tutte le strutture sanitarie, comprese le farmacie, che investono in sistemi digitali avanzati, come l’automazione delle operazioni di magazzino o l’introduzione di software per la gestione delle prescrizioni e delle ricette elettroniche.

Questa misura punta a favorire l’adozione di soluzioni tecnologiche che migliorino l’efficienza e la qualità del servizio, riducendo i costi e aumentando la sicurezza nelle operazioni quotidiane. In particolare, la Legge di Bilancio 2026 prevede un ampliamento del ‘Bonus per la Digitalizzazione’ che già esiste, estendendo la possibilità di usufruirne non solo per le strutture sanitarie pubbliche, ma anche per le farmacie private.

L’incentivo potrebbe includere una percentuale di rimborso sulle spese sostenute per acquistare software gestionali, sistemi di tracciamento elettronico delle scorte, e soluzioni innovative per la gestione delle ricette e delle richieste dei clienti. Si tratta di una novità importante che, se approvata, potrebbe rappresentare un’opportunità per le farmacie di modernizzarsi senza dover affrontare un esborso economico eccessivo.

Agevolazioni Fiscali per l’Assunzione di Personale

Un altro punto significativo della bozza della Legge di Bilancio 2026 riguarda il settore del lavoro. Il Governo ha previsto una serie di agevolazioni fiscali destinate alle farmacie che decidono di assumere nuovo personale, soprattutto in vista dell’aumento della domanda di servizi sanitari legati alla gestione delle malattie croniche, alla distribuzione di farmaci e alla consulenza sulla salute.

In particolare, verrà esteso il ‘Crediti d’Imposta per l’Assunzione di Personale’ che prevede vantaggi fiscali per tutte le realtà aziendali, comprese le farmacie, che assumono figure professionali in settori specifici come la consulenza farmaceutica, la gestione delle ricette elettroniche, o la logistica sanitaria. L’obiettivo è quello di stimolare la crescita dell’occupazione e al contempo permettere alle farmacie di rinforzare il loro organico, garantendo una qualità dei servizi sempre più alta.

Inoltre, il Governo prevede anche incentivi per l’assunzione di personale qualificato proveniente da categorie protette o con difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. Queste misure potrebbero rappresentare una spinta significativa per le farmacie che hanno bisogno di ampliare il proprio team in modo sostenibile, con un impatto positivo sul bilancio fiscale.

Nuove Regole per la Fatturazione Elettronica

Il tema della fatturazione elettronica è sempre più centrale in tutti i settori, e la bozza della Legge di Bilancio 2026 non fa eccezione. Nel testo si prevede l’estensione dell’obbligo della fatturazione elettronica anche a realtà come le farmacie, che fino a oggi potevano ancora utilizzare il sistema cartaceo in determinate circostanze, per le transazioni con i privati.

La novità principale consiste nell’imposizione dell’obbligo di emettere solo fatture elettroniche, anche per le vendite di farmaci al pubblico. Sebbene la transizione alla digitalizzazione possa comportare dei costi iniziali per l’adattamento dei sistemi, questo cambiamento mira a semplificare i processi fiscali, ridurre il rischio di errori e facilitare i controlli da parte delle autorità fiscali. Inoltre, la maggiore trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari potrà essere un vantaggio per le farmacie in caso di verifiche o controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Questa modifica comporta una maggiore responsabilità da parte delle farmacie nella gestione dei documenti fiscali, ma allo stesso tempo porterà benefici sul lungo periodo grazie a una maggiore efficienza amministrativa e alla riduzione dei tempi di gestione delle pratiche fiscali.

Sgravi per Farmacie che Adottano Pratiche di Sostenibilità Ambientale

Una novità interessante riguarda la sostenibilità ambientale. La bozza della Legge di Bilancio 2026 prevede un pacchetto di sgravi fiscali per le farmacie che decidono di adottare pratiche ecologiche, come il riciclo dei farmaci scaduti, la riduzione del consumo di plastica o l’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia.

Queste misure incentivano le farmacie a diventare più green e a ridurre il loro impatto ambientale. Tra gli sgravi previsti ci sono anche vantaggi fiscali per l’acquisto di apparecchiature eco-compatibili e per la realizzazione di interventi strutturali volti a migliorare l’efficienza energetica. L’obiettivo è quello di spingere le farmacie verso un modello più sostenibile, in linea con le politiche europee e globali sul cambiamento climatico.

Rafforzamento del Sistema di Controllo delle Frodi Fiscali

Un altro aspetto importante riguarda il contrasto alle frodi fiscali. La bozza della Legge di Bilancio 2026 propone l’introduzione di strumenti più avanzati per monitorare e prevenire le frodi nel settore farmaceutico, in particolare per quanto riguarda le transazioni con i sistemi di pagamento elettronico e le vendite online.

Per le farmacie che operano sia nel mercato fisico che in quello online, questa proposta potrebbe significare l’adozione di misure più rigorose per garantire la corretta gestione fiscale delle vendite. Si prevede l’introduzione di nuovi software di monitoraggio e sistemi di verifica delle transazioni che, se adottati, potrebbero comportare un investimento iniziale. Tuttavia, l’obiettivo finale è quello di ridurre l’evasione fiscale nel settore, aumentando la competitività delle farmacie che operano correttamente.

In generale, la bozza della Legge di Bilancio 2026 porta con sé una serie di modifiche significative per le farmacie italiane. Se da un lato queste misure offrono nuovi incentivi e agevolazioni fiscali, dall’altro pongono anche nuove sfide, in particolare per quanto riguarda l’adattamento a nuovi obblighi come la fatturazione elettronica e l’investimento in tecnologie innovative.

Tuttavia, gli sgravi fiscali per l’automazione, per l’assunzione di nuovo personale e per l’adozione di pratiche ecologiche potrebbero rappresentare delle opportunità per le farmacie che sapranno coglierle. L’importante sarà prepararsi in tempo e pianificare con attenzione gli investimenti necessari, sfruttando al meglio le risorse messe a disposizione dalla Legge di Bilancio 2026.

Se queste modifiche saranno confermate nel testo finale della Legge di Bilancio, le farmacie italiane si troveranno di fronte a un anno di opportunità, ma anche a nuove sfide, che richiederanno una gestione fiscale attenta e proattiva.

Nuovi controlli dell’Agenzia delle Entrate: cosa cambia per le Farmacie che hanno beneficiato del Superbonus

Negli ultimi anni, il Superbonus 110% ha rappresentato una delle misure più significative per rilanciare l’edilizia in Italia, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica degli edifici e stimolare interventi di ristrutturazione in tutta la penisola. Molte farmacie, come altre realtà commerciali e immobiliari, hanno approfittato di questo incentivo per effettuare lavori di ristrutturazione e ammodernamento dei propri locali. Ma ora, a distanza di tempo, l’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova fase di controlli per verificare che gli aggiornamenti catastali degli immobili siano stati effettuati correttamente, soprattutto in relazione agli interventi finanziati tramite il Superbonus.   Nel mese di aprile 2025, l’Agenzia delle Entrate ha lanciato una campagna di verifiche che ha coinvolto circa 3.000 immobili con rendita catastale pari a zero. Questo primo passaggio si è concentrato su quegli immobili che, pur avendo beneficiato degli incentivi del Superbonus, non avevano aggiornato la propria rendita catastale dopo i lavori effettuati. Queste prime verifiche si sono concentrate soprattutto su immobili che non presentavano un valore catastale, come nel caso di edifici destinati a usi particolari o privi di una rendita formale.   Tuttavia, l’iniziativa non si è fermata qui. Ora l’Amministrazione finanziaria sta estendendo i controlli anche agli immobili con rendite catastali dichiarate in modo anomalo basso. In altre parole, l’attenzione si sta spostando su quelle strutture che, dopo l’intervento edilizio, non hanno adeguato il loro valore catastale in maniera corretta, creando una discrepanza tra il valore reale dell’immobile e quello dichiarato. Questo fenomeno potrebbe riguardare anche le farmacie che, avendo usufruito degli incentivi, non hanno aggiornato la rendita catastale del proprio immobile in modo conforme.     Ogni immobile in Italia, inclusi quelli che ospitano attività commerciali come le farmacie, è sottoposto a una valutazione catastale che determina la sua rendita, ossia il valore fiscale che viene utilizzato per calcolare le imposte locali come l’IMU, e anche come base per determinare eventuali agevolazioni fiscali. La rendita catastale non è solo un dato numerico, ma un elemento centrale che stabilisce la “tassabilità” di un immobile e quindi il suo valore agli occhi dell’Agenzia delle Entrate.   Nel caso delle farmacie, soprattutto quelle che hanno usufruito del Superbonus per interventi di ristrutturazione, la rendita catastale potrebbe essere stata influenzata dalle modifiche strutturali e funzionali apportate all’edificio. Se, per esempio, una farmacia ha effettuato lavori di isolamento termico o ha ristrutturato l’intero edificio, ma la rendita catastale non è stata aggiornata di conseguenza, l’Agenzia delle Entrate potrebbe rilevare una discrepanza tra il valore reale dell’immobile e quello riportato nel catasto. Questa situazione potrebbe portare a controlli approfonditi e, nei casi più gravi, anche a sanzioni.   La rendita catastale è fondamentale non solo per il calcolo delle imposte, ma anche per garantire la legittimità degli incentivi fiscali ricevuti. Infatti, nel caso di lavori agevolati dal Superbonus, l’adeguamento catastale è una fase necessaria per riflettere correttamente il nuovo valore dell’immobile. Se, dopo un intervento di ristrutturazione che ha migliorato l’efficienza energetica o ha aumentato il valore commerciale dell’immobile, la rendita non viene adeguata, ci potrebbe essere un disallineamento tra l’immobile e le dichiarazioni fiscali effettuate.   Questo non riguarda solo il valore economico dell’immobile, ma anche la corretta gestione delle agevolazioni fiscali e dei crediti d’imposta che sono stati ceduti o utilizzati. L’Agenzia delle Entrate, infatti, potrebbe verificare che gli aggiornamenti catastali siano avvenuti in modo coerente con i lavori svolti, per evitare il rischio di distorsioni e di utilizzo improprio degli incentivi. Il Superbonus, essendo un’agevolazione fiscale rilevante, è oggetto di particolare attenzione, e ogni errore nella gestione della documentazione catastale potrebbe comportare ripercussioni fiscali anche importanti.   Quando non si aggiornano correttamente le informazioni catastali, le conseguenze non sono solo di tipo burocratico. L’Agenzia delle Entrate potrebbe avviare dei controlli fiscali per verificare la congruità della rendita catastale e l’effettiva corrispondenza tra i lavori realizzati e il valore dichiarato dell’immobile. Se durante questi controlli dovessero emergere discrepanze, si potrebbero verificare alcuni scenari problematici:
  • Controlli e accertamenti fiscali: In caso di riscontro di rendite non congrue, l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere chiarimenti sull’adeguamento del valore catastale e sulle dichiarazioni fiscali. Ciò potrebbe portare a un accertamento formale.
  • Sanzioni: Se le irregolarità vengono ritenute gravi, potrebbero essere applicate sanzioni pecuniarie. L’importo delle sanzioni può variare, ma è sempre meglio evitare di trovarsi in una situazione del genere.
  • Revoca degli incentivi: In alcuni casi, se si riscontrano errori nella gestione delle agevolazioni fiscali, potrebbe esserci il rischio di perdere i benefici ottenuti, con il conseguente obbligo di restituire le somme percepite.
  Per evitare complicazioni con l’Agenzia delle Entrate, è essenziale che le farmacie che hanno usufruito del Superbonus provvedano tempestivamente ad aggiornare la rendita catastale dei propri immobili. Questo è il primo passo per garantire che il valore dell’immobile sia correttamente riportato e che ogni incentivo fiscale sia giustificato. Inoltre, è sempre consigliato affidarsi a esperti del settore fiscale e catastale, che possano monitorare e gestire correttamente tutte le pratiche.   Le farmacie, infatti, sono realtà commerciali con specifiche esigenze fiscali e amministrative. La ristrutturazione degli spazi, l’adeguamento energetico e altre modifiche all’immobile devono essere seguite con attenzione, non solo per migliorare la qualità dei locali, ma anche per rispettare le normative fiscali in vigore. Un buon consulente fiscale, esperto in immobili aziendali, può aiutare a gestire tutte queste pratiche, evitando errori che potrebbero costare caro.   La nuova fase di controlli avviata dall’Agenzia delle Entrate non è solo un’opportunità per rivedere la propria situazione fiscale, ma anche un monito a tutti coloro che hanno usufruito di incentivi come il Superbonus. L’adeguamento catastale è un passaggio fondamentale per garantire che gli immobili siano correttamente valorizzati e che le agevolazioni siano applicate nel rispetto delle normative. Le farmacie, come tutte le imprese, devono prestare attenzione a questi dettagli per evitare sorprese spiacevoli in futuro. In ogni caso, rivolgersi a professionisti esperti in materia fiscale e catastale è il miglior modo per garantire la conformità e prevenire eventuali problematiche con l’Agenzia delle Entrate.      

Ventilazione dei corrispettivi abolita dal 2026

Dal 1° gennaio 2026 cambia il modo in cui le farmacie dovranno gestire la registrazione dei corrispettivi, perché sarà abolito il regime di ventilazione. Questo significa che non si potrà più calcolare l’IVA senza distinguere le aliquote sui singoli prodotti, come invece è stato possibile finora. La decisione è arrivata dal Consiglio dei Ministri ed è parte di un progetto più ampio di semplificazione e modernizzazione delle regole fiscali. Questa novità arriva perché oggi le tecnologie che usiamo nelle casse delle farmacie sono già in grado di riconoscere automaticamente l’aliquota IVA di ogni prodotto, eliminando così la complessità che la ventilazione cercava di gestire. Inoltre, negli ultimi anni il numero di aliquote IVA si è ridotto, rendendo meno necessaria questa procedura. Cosa cambia concretamente? Dal prossimo anno, le farmacie dovranno registrare ogni vendita con il dettaglio dell’aliquota IVA corrispondente. Questo richiederà un adeguamento dei sistemi di registrazione e, magari, un po’ di formazione per il personale. Tuttavia, il vantaggio sarà una maggiore trasparenza e un controllo più preciso sull’applicazione delle imposte, oltre a una semplificazione generale che sfrutta i benefici della digitalizzazione. Se da un lato sparisce una vecchia abitudine, dall’altro si apre una nuova fase in cui le tecnologie più moderne aiutano a gestire meglio il lavoro, riducendo errori e tempi di registrazione. Per questo, è importante iniziare a prepararsi per tempo, aggiornando i registratori telematici e valutando insieme ai propri consulenti fiscali la migliore strategia per affrontare questo cambiamento in modo semplice e senza stress. La nostra società è pronta a supportare le farmacie in questa transizione, offrendo consulenze personalizzate e aiutandole a cogliere tutte le opportunità che questa novità porta con sé. Per qualsiasi domanda o necessità, siamo a disposizione per accompagnare ogni farmacia verso un futuro più snello e digitale.

Criptovalute e nuove regole fiscali: cosa cambia dal 2025 per chi investe

La Legge di Bilancio 2025 porta una ventata di novità importanti per chi possiede criptovalute. Anche se può sembrare un argomento lontano dal mondo delle farmacie, sempre più titolari hanno diversificato i propri investimenti e, tra questi, le cripto-attività sono diventate una scelta diffusa. Proprio per questo, è utile capire bene cosa cambia. Dal 1° gennaio 2025 cade definitivamente la franchigia sulle plusvalenze: ogni guadagno realizzato dalla vendita di criptovalute sarà tassato per intero, senza alcuna soglia di esenzione. In altre parole, se il prezzo di vendita è più alto di quello di acquisto, l’intera differenza diventa imponibile. Nel 2025, l’aliquota applicata resterà quella del 26%, in linea con altri redditi di natura finanziaria. Ma attenzione: dal 2026 salirà al 33%, un aumento non trascurabile che potrebbe incidere in modo significativo sulla convenienza di vendere. C’è però un’opportunità interessante: fino al 30 novembre 2025 sarà possibile rivalutare il valore delle criptovalute possedute, pagando un’imposta sostitutiva agevolata del 18%. Questa operazione consiste nell’aumentare il cosiddetto “costo storico” di acquisto, riducendo così la plusvalenza futura. In pratica, se si sceglie di rivalutare, quando in futuro si venderà la criptovaluta il guadagno imponibile risulterà più basso. Questa possibilità spinge molti investitori a riflettere sul momento migliore per concludere eventuali operazioni. Vendere nel 2025, con aliquota più bassa, potrebbe essere più vantaggioso rispetto all’attendere il 2026. Allo stesso modo, rivalutare entro novembre consente di mettere in sicurezza una tassazione più leggera per gli anni a venire. Un aspetto da non sottovalutare è l’obbligo di documentare con precisione ogni operazione: nella dichiarazione dei redditi bisognerà indicare dettagliatamente date, importi e modalità di acquisto e vendita, conservando tutto per eventuali controlli.

Queste nuove regole hanno un obiettivo chiaro: aumentare la trasparenza e ridurre l’evasione in un settore notoriamente volatile e complesso. Per le farmacie che hanno visto crescere nel tempo il valore dei propri investimenti in criptovalute, questo è il momento giusto per fare i conti e valutare con il proprio consulente se convenga approfittare dell’opzione agevolata o attendere la tassazione ordinaria.

 

EBIFARM conferma i contributi 2025: un aiuto concreto per chi lavora in farmacia

Anche per il 2025 EBIFARM, l’Ente Bilaterale Nazionale Farmacie Private, ha scelto di rinnovare due importanti misure di sostegno economico dedicate ai dipendenti delle farmacie: il contributo per l’assistenza alla non autosufficienza e quello per la genitorialità. Una notizia positiva che rappresenta un segnale di attenzione verso le famiglie e verso chi ogni giorno lavora a stretto contatto con i cittadini. Il primo contributo, pari a 400 euro, è pensato per chi si prende cura di un familiare non autosufficiente. Possono beneficiarne i lavoratori che hanno in famiglia un coniuge, un partner di unione civile, un convivente o un parente di primo grado con invalidità al 100% o con disabilità grave riconosciuta dalla Legge 104. Si tratta di un aiuto che, pur nella sua misura contenuta, può alleggerire le spese legate all’assistenza quotidiana di persone fragili. Accanto a questo sostegno, EBIFARM conferma anche il contributo per la genitorialità, rivolto a chi diventa genitore e deve affrontare nuove responsabilità economiche. Le domande potranno essere presentate a partire dal 1° settembre 2025 e fino al 30 giugno 2026. Per poter richiedere questi contributi è necessario avere un ISEE non superiore ai 30.000 euro ed essere in regola con i versamenti contributivi. Le domande, come già avvenuto negli anni passati, vanno presentate esclusivamente online attraverso il sito ufficiale [www.ebifarm.it](http://www.ebifarm.it). In un contesto in cui le spese familiari pesano sempre di più sul bilancio domestico, misure come queste rappresentano un aiuto concreto. Come società che affianca le farmacie nella gestione contabile e fiscale, sappiamo bene quanto sia importante non solo ottimizzare i numeri in azienda, ma anche saper cogliere le opportunità di welfare disponibili per i lavoratori. Per questo, oltre a occuparci degli aspetti fiscali, supportiamo le farmacie anche nell’interpretare correttamente le normative e nell’accedere a questi strumenti.