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Farmacisti a partita IVA: cosa stabilisce la recente Sentenza della Corte di Appello di Ancona n. 231/2026

La recente sentenza della Corte d’Appello di Ancona (n. 231/2026) ha richiamato l’attenzione dei titolari di farmacia sui rischi legati all’uso non corretto dei contratti di lavoro autonomo con i farmacisti a partita IVA.

Quando la prestazione del libero professionista presenta, di fatto, i tratti tipici del lavoro subordinato (stessi turni dei dipendenti, assenza di rischio d’impresa, orari imposti), scatta il rischio di riqualificazione del rapporto da parte dell’INPS, con conseguente recupero dei contributi e applicazione di onerose sanzioni.

Per evitare contestazioni e garantire la legittimità delle collaborazioni autonome, è essenziale che sia il contratto sia l’operatività quotidiana riflettano la reale autonomia del professionista.

Nel contratto tra la farmacia e il farmacista libero professionista sarebbe opportuno chiarire che:

  • il professionista organizza autonomamente la propria attività;
  • Il professionista comunica le proprie disponibilità al fine di coordinarsi con le esigenze della farmacia;
  • Il professionista non è soggetto a un orario di lavoro imposto;
  • Il professionista non è tenuto a richiedere ferie o permessi;
  • Il professionista determina autonomamente le modalità di esecuzione della prestazione, nel rispetto della normativa professionale e sanitaria;
  • Il titolare di farmacia non esercita nei suoi confronti potere disciplinare;
  • eventuali indicazioni del titolare riguardano esclusivamente il coordinamento, la sicurezza, gli obblighi di legge e le esigenze generali dell’esercizio e non costituiscono direttive sulle modalità di svolgimento della prestazione professionale.

Oltre alla firma di un contratto formale, è fondamentale altresì verificare come la collaborazione viene gestita nel concreto ogni giorno:

  • Contratto di collaborazione professionale ben strutturato.
  • Modalità documentata di comunicazione delle disponibilità del farmacista.
  • Documentazione dell’autonomia: integrare il contratto con lettere di chiarimento sull’effettiva indipendenza del professionista e conservare le comunicazioni formali sulle sue disponibilità.
  • Fatturazione coerente: emettere fatture basate sulla prestazione resa ed evitare l’indicazione esplicita delle ore lavorate.
  • Procedure interne distinte: mantenere una netta separazione operativa e procedurale tra i farmacisti dipendenti e i collaboratori autonomi.
  • Attenzione alle comunicazioni: evitare di inviare al professionista messaggi (WhatsApp, e-mail) contenenti direttive o disposizioni tipiche di un rapporto di subordinazione.
  • Verifica periodica: monitorare costantemente le modalità di concordamento dei turni, delle assenze, dei compensi e delle responsabilità per garantire che non emerga alcuna presunzione di dipendenza.

Leggi anche il nostro articolo sul Rinnovo del Contratto delle Farmacie Speciali: siglata l’intesa con Assofarm

Rinnovo del Contratto delle Farmacie Speciali: siglata l’intesa con Assofarm

Arriva la svolta per le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie comunali e partecipate. Dopo 20 mesi di negoziazione e una forte mobilitazione del personale, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Assofarm hanno firmato l’Ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale. L’intesa segna un passaggio storico: per la prima volta nel settore, il CCNL delle farmacie pubbliche viene siglato prima di quello delle farmacie private.

L’accordo introduce importanti garanzie sul piano economico e normativo, puntando a sostenere il potere d’acquisto, valorizzare i professionisti e migliorare le tutele operative.

Le principali novità economiche

  • Aumenti salariali: Incrementi fino a 220 euro mensili a regime al 1° livello, erogati in quattro fasi a partire da ottobre 2026. La nuova scala parametrale favorisce i livelli retributivi più bassi ed elimina contestualmente il 6° livello.
  • Una Tantum e clausola anti-inflazione: Previsto un importo una tantum di 500 euro (erogato in due tranche nel 2027 al 1° livello) e un meccanismo di salvaguardia in caso di picchi inflazionistici superiori alle stime.
  • Indennità professionali: Da ottobre 2026 scatta un’indennità fisso-mensile di 30 euro per tutti i farmacisti (riconoscimento del ruolo e dell’evoluzione verso la “Farmacia dei Servizi”), che sale di ulteriori 20 euro per chi effettua le vaccinazioni. L’aumento complessivo per i farmacisti vaccinatori raggiunge così i 270 euro mensili a regime.
  • Lavoro festivo: Le maggiorazioni per il lavoro domenicale e nei giorni festivi salgono al 40%, arrivando al 60% oltre la quota di 96 ore annue.

Tutele, conciliazione e diritti

  • Orari e permessi: Soglia minima di 16 ore settimanali per il part-time. Dal 1° gennaio 2027 viene ripristinata l’equiparazione totale dei permessi retribuiti (104 ore annue) tra nuovi assunti e personale già in organico.
  • Sostegno alla genitorialità: L’integrazione della maternità arriva al 100% della retribuzione (comprensiva di 13ª e 14ª). Previsto inoltre un supplemento del 10% dell’indennità INPS per il congedo parentale oltre i 4 mesi continuativi (esteso anche al congedo ad ore per genitori di minori con disabilità).
  • Contrasto alle molestie: Inserite definizioni e azioni concrete nei luoghi di lavoro, tra cui ore di assemblea dedicate, percorsi formativi e la figura del rappresentante specializzato nelle aziende con più di 15 dipendenti.

Il testo dell’intesa passerà ora al vaglio delle lavoratrici e dei lavoratori nelle assemblee territoriali per la consultazione finale.

Leggi anche il nostro articolo sull’ Iperammortamento

Bozza Legge di Bilancio 2026: novità fiscali per le farmacie

La bozza della Legge di Bilancio 2026 è stata recentemente presentata dal Governo italiano e, come ogni anno, porta con sé una serie di novità fiscali e contabili che impattano in modo diretto o indiretto su numerosi settori. Le farmacie, in particolare, sono uno degli ambiti che potrebbero risentire di alcuni dei cambiamenti proposti, soprattutto in un periodo in cui il settore della salute sta vivendo un’evoluzione rapida e la gestione fiscale delle farmacie diventa sempre più complessa.

Detrazioni Fiscali e Sostegno all’Automazione

Una delle misure principali della bozza riguarda l’introduzione di incentivi per le farmacie che decidono di investire in tecnologia e automazione. Il Governo prevede infatti un potenziamento degli sgravi fiscali per tutte le strutture sanitarie, comprese le farmacie, che investono in sistemi digitali avanzati, come l’automazione delle operazioni di magazzino o l’introduzione di software per la gestione delle prescrizioni e delle ricette elettroniche.

Questa misura punta a favorire l’adozione di soluzioni tecnologiche che migliorino l’efficienza e la qualità del servizio, riducendo i costi e aumentando la sicurezza nelle operazioni quotidiane. In particolare, la Legge di Bilancio 2026 prevede un ampliamento del ‘Bonus per la Digitalizzazione’ che già esiste, estendendo la possibilità di usufruirne non solo per le strutture sanitarie pubbliche, ma anche per le farmacie private.

L’incentivo potrebbe includere una percentuale di rimborso sulle spese sostenute per acquistare software gestionali, sistemi di tracciamento elettronico delle scorte, e soluzioni innovative per la gestione delle ricette e delle richieste dei clienti. Si tratta di una novità importante che, se approvata, potrebbe rappresentare un’opportunità per le farmacie di modernizzarsi senza dover affrontare un esborso economico eccessivo.

Agevolazioni Fiscali per l’Assunzione di Personale

Un altro punto significativo della bozza della Legge di Bilancio 2026 riguarda il settore del lavoro. Il Governo ha previsto una serie di agevolazioni fiscali destinate alle farmacie che decidono di assumere nuovo personale, soprattutto in vista dell’aumento della domanda di servizi sanitari legati alla gestione delle malattie croniche, alla distribuzione di farmaci e alla consulenza sulla salute.

In particolare, verrà esteso il ‘Crediti d’Imposta per l’Assunzione di Personale’ che prevede vantaggi fiscali per tutte le realtà aziendali, comprese le farmacie, che assumono figure professionali in settori specifici come la consulenza farmaceutica, la gestione delle ricette elettroniche, o la logistica sanitaria. L’obiettivo è quello di stimolare la crescita dell’occupazione e al contempo permettere alle farmacie di rinforzare il loro organico, garantendo una qualità dei servizi sempre più alta.

Inoltre, il Governo prevede anche incentivi per l’assunzione di personale qualificato proveniente da categorie protette o con difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro. Queste misure potrebbero rappresentare una spinta significativa per le farmacie che hanno bisogno di ampliare il proprio team in modo sostenibile, con un impatto positivo sul bilancio fiscale.

Nuove Regole per la Fatturazione Elettronica

Il tema della fatturazione elettronica è sempre più centrale in tutti i settori, e la bozza della Legge di Bilancio 2026 non fa eccezione. Nel testo si prevede l’estensione dell’obbligo della fatturazione elettronica anche a realtà come le farmacie, che fino a oggi potevano ancora utilizzare il sistema cartaceo in determinate circostanze, per le transazioni con i privati.

La novità principale consiste nell’imposizione dell’obbligo di emettere solo fatture elettroniche, anche per le vendite di farmaci al pubblico. Sebbene la transizione alla digitalizzazione possa comportare dei costi iniziali per l’adattamento dei sistemi, questo cambiamento mira a semplificare i processi fiscali, ridurre il rischio di errori e facilitare i controlli da parte delle autorità fiscali. Inoltre, la maggiore trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari potrà essere un vantaggio per le farmacie in caso di verifiche o controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Questa modifica comporta una maggiore responsabilità da parte delle farmacie nella gestione dei documenti fiscali, ma allo stesso tempo porterà benefici sul lungo periodo grazie a una maggiore efficienza amministrativa e alla riduzione dei tempi di gestione delle pratiche fiscali.

Sgravi per Farmacie che Adottano Pratiche di Sostenibilità Ambientale

Una novità interessante riguarda la sostenibilità ambientale. La bozza della Legge di Bilancio 2026 prevede un pacchetto di sgravi fiscali per le farmacie che decidono di adottare pratiche ecologiche, come il riciclo dei farmaci scaduti, la riduzione del consumo di plastica o l’installazione di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia.

Queste misure incentivano le farmacie a diventare più green e a ridurre il loro impatto ambientale. Tra gli sgravi previsti ci sono anche vantaggi fiscali per l’acquisto di apparecchiature eco-compatibili e per la realizzazione di interventi strutturali volti a migliorare l’efficienza energetica. L’obiettivo è quello di spingere le farmacie verso un modello più sostenibile, in linea con le politiche europee e globali sul cambiamento climatico.

Rafforzamento del Sistema di Controllo delle Frodi Fiscali

Un altro aspetto importante riguarda il contrasto alle frodi fiscali. La bozza della Legge di Bilancio 2026 propone l’introduzione di strumenti più avanzati per monitorare e prevenire le frodi nel settore farmaceutico, in particolare per quanto riguarda le transazioni con i sistemi di pagamento elettronico e le vendite online.

Per le farmacie che operano sia nel mercato fisico che in quello online, questa proposta potrebbe significare l’adozione di misure più rigorose per garantire la corretta gestione fiscale delle vendite. Si prevede l’introduzione di nuovi software di monitoraggio e sistemi di verifica delle transazioni che, se adottati, potrebbero comportare un investimento iniziale. Tuttavia, l’obiettivo finale è quello di ridurre l’evasione fiscale nel settore, aumentando la competitività delle farmacie che operano correttamente.

In generale, la bozza della Legge di Bilancio 2026 porta con sé una serie di modifiche significative per le farmacie italiane. Se da un lato queste misure offrono nuovi incentivi e agevolazioni fiscali, dall’altro pongono anche nuove sfide, in particolare per quanto riguarda l’adattamento a nuovi obblighi come la fatturazione elettronica e l’investimento in tecnologie innovative.

Tuttavia, gli sgravi fiscali per l’automazione, per l’assunzione di nuovo personale e per l’adozione di pratiche ecologiche potrebbero rappresentare delle opportunità per le farmacie che sapranno coglierle. L’importante sarà prepararsi in tempo e pianificare con attenzione gli investimenti necessari, sfruttando al meglio le risorse messe a disposizione dalla Legge di Bilancio 2026.

Se queste modifiche saranno confermate nel testo finale della Legge di Bilancio, le farmacie italiane si troveranno di fronte a un anno di opportunità, ma anche a nuove sfide, che richiederanno una gestione fiscale attenta e proattiva.

Legge di bilancio 2025: cosa cambia nella ripartizione del prezzo dei farmaci tra industria, grossisti e farmacie

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, è stata introdotta una novità che, pur passando un po’ sottotraccia nel dibattito pubblico, riguarda da vicino le farmacie. Si tratta della revisione delle percentuali con cui viene ripartito il prezzo dei farmaci di fascia A, quelli rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, tra i diversi attori della filiera: industrie farmaceutiche, grossisti e farmacie stesse.

La misura, a prima vista tecnica, ha invece effetti molto concreti sulla gestione economica delle farmacie.

A partire da quest’anno, la quota del prezzo di vendita destinata all’industria farmaceutica scende dal 66,65% al 66%. A guadagnarci sono i grossisti, che vedranno aumentare la loro parte dal 3% al 3,65%. La quota spettante alle farmacie, invece, resta ferma al 30,35%.

Fin quì, nulla di troppo sconvolgente. Ma il dettaglio più rilevante, che rende la novità tutt’altro che marginale, è che questa nuova quota del 3,65% riservata ai grossisti diventa non contenibile: non sarà più possibile negoziare con i grossisti sconti su questa percentuale. Le farmacie non potranno più ottenere, nemmeno parzialmente, condizioni più favorevoli su quella parte del prezzo.

Per chi gestisce una farmacia, questa nuova rigidità significa una cosa molto chiara: meno spazio di manovra commerciale. In passato, non era raro che le farmacie riuscissero a ottenere piccole condizioni migliorative nei rapporti con i grossisti. Ora, su quel 3,65%, non ci sarà più margine.

Il rischio è che, pur mantenendo invariata la propria quota formale, le farmacie vedano ridursi i margini reali, soprattutto in un contesto dove ogni punto percentuale può fare la differenza, specialmente per le farmacie con un’alta incidenza di farmaci rimborsati.

Questa modifica avrà anche delle ricadute sul fronte contabile e organizzativo. Le farmacie dovranno verificare le proprie condizioni commerciali in essere, aggiornare eventuali accordi con i distributori e, se necessario, rivedere i propri flussi contabili per riflettere correttamente la nuova ripartizione dei prezzi. Anche i software gestionali potrebbero richiedere un aggiornamento, soprattutto quelli che automatizzano la registrazione dei costi di acquisto e dei margini.

Nel lavoro quotidiano al fianco delle farmacie, vediamo spesso come cambiamenti apparentemente ‘tecnici’ possano tradursi in conseguenze molto pratiche. E’ quindi il caso di non sottovalutare l’impatto della novità, anche se la quota spettante alla farmacia non viene toccata direttamente. E’ opportuno fare una verifica: rivedere contratti e flussi operativi, aggiornare le condizioni commerciali dove possibile e assicurarsi che la contabilità rifletta correttamente i nuovi equilibri della filiera.